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La preparazione fisica nei diversi sport

 
  
LA PREPARAZIONE FISICA NEGLI SPORT DI SQUADRA
 

 
Apparentemente, comprendere in un’unica trattazione la preparazione fisica per gli sport di squadra, può sembrare generico e semplicistico. Tuttavia, a parte le   differenze riferite ai gesti atletici, è giusto considerare che sia dal punto di vista fisico che mentale, le “matrici” comuni a questo tipo di discipline sono numerose ed evidenti, soprattutto grazie a regole di gioco tra loro molto simili. A questo proposito basti pensare che, a parte casi particolari come il curling e il nuoto sincronizzato, tutte le azioni sportive di gruppo sono generalmente finalizzate all’entrata in possesso di un oggetto (in genere una palla o un disco) che deve essere poi depositato in una rete o in una particolare zona del campo di gara per incrementare il punteggio.
Tutto ciò porta appunto a considerare globalmente alcuni parametri. Tiro, passaggio, interdizione, cambi di direzione e smarcamento, la progressione per inseguire la palla o l’avversario che la possiede, pur essendo azioni tecnicamente diverse, appartengono alla maggior parte delle discipline di squadra come, allo stesso modo, sono da considerare comuni alcune caratteristiche metaboliche biomeccaniche e mentali, come le capacità di corsa o di salto, la rapidità e la potenza, il consumo di ossigeno, le caratteristiche aerobiche e anaerobiche dettate dai tempi di lavoro e di riposo, le capacità di destrezza e la volontà nel perseguire gli obiettivi.
Proprio in riferimento a questo ultimo dato, che riguarda appunto la preparazione mentale, va ricercato l’aspetto che diversifica maggiormente gli sport di squadra da quelli individuali, nella prestazione di gruppo infatti la parte motivazionale va considerata come somma delle motivazioni individuali ed è quindi compito dell’allenatore impedire che alcuni giocatori, non riuscendo ad entrare per vari motivi nello spirito del gruppo, contribuiscano a diminuire il grado di autoefficacia della squadra. Sarà quindi opportuno, a questo proposito, cercare di compiere al meglio quel lavoro di coesione di gruppo che, come si sa, ha spesso rappresentato il vero valore aggiunto dietro a molte imprese compiute nello sport.

 

Sport di squadra: le qualità da allenare
Dal punto di vista muscolare le discipline che si svolgono a contatto col terreno e che contemplano elevazione dal suolo e capacità di salto richiedono alte capacità reattivo-elastiche, tra queste ci sono la pallavolo, il basket, la pallamano e, in misura minore, il calcio. La pallavolo ad esempio è classificata come lo sport che fa il più largo uso di balzi durante una partita, sia in fase di possesso che di non possesso palla le azioni durano in genere meno di 5 secondi e in ognuna di esse, a volte, alcuni atleti compiono più di un salto. Contando che un giocatore è chiamato a compiere, a seconda del ruolo, dai 60 ai 90 balzi per set e la sua elevazione dovrà essere sempre la massima possibile, è logico aspettarsi che, essendo richiesto un alto grado di resistenza alla forza e alla potenza, un atleta debba allenarsi, anche ai fini del risparmio energetico, con esercitazioni dinamiche che prevedano il reimpiego di energia elastica. Negli sport reattivo-elastici gli allenamenti di preparazione speciale legati a piegamenti, lanci, trazioni e balzi saranno quindi percentualmente maggiori rispetto a sport di pura potenza, in cui avranno maggior risalto gli esercizi con sovraccarichi concentrati nel periodo di preparazione generale. Tra le discipline che non richiedono un elevato uso di energia elastica ci sono ovviamente le discipline acquatiche come la pallanuoto che, non avendo possibilità di rimbalzo sul terreno, non prevede alcun tipo di restituzione dinamica durante il successivo balzo, oltre a queste, altre discipline “terrestri” come il rugby e l’ hockey, privilegiando lo sviluppo della massa corporea per uso protettivo e capacità d’urto, tendono invece a sviluppare potenza più grazie al volume delle masse muscolari che tramite un gesto atletico di tipo reattivo.
 Tutti gli sport di squadra affronteranno quindi la costruzione della forza secondo uno schema analogo che comprende :
·        sviluppo della forza massimale
·        sviluppo della forza rapida e della resistenza a quest’ultima attraverso
         esercitazioni speciali
·        costruzione della prestazione di forza rapida specifica
 Ogni specialità sportiva tuttavia sarà soggetta a varianti dettate, oltre che dal diverso impegno dei gruppi muscolari impiegati nelle singole discipline, dalle differenti caratteristiche biomeccaniche richieste, che influiranno sui mezzi allenanti sia riguardo ai tempi che alle percentuali di impiego utilizzate per raggiungere gli obiettivi.

 
L’aspetto metabolico
I tempi di azione, alternati al riposo attivo, sono il parametro principale che regola, negli sport di squadra, l’alternanza dei sistemi aerobico e anaerobico durante la prestazione. Altro fattore importante è quello che riguarda i tempi di gara parziali e totali mentre, ad incidere sui tempi di lavoro e riposo è anche il numero di giocatori presenti in relazione alle dimensioni del campo di gara.
Disciplina sportiva
N° tempi di gioco
Tempo tot. di gioco
Riposo tra  
e nei tempi di gioco
Dimensioni    campo (mq)
N° giocatori per squadra
Superficie a giocatore (mq)
Calcio
2 x 45’
90’
15’
7000
11
700
Pallavolo
3-5 x 15’
45-75’
3’ nel set
160
6
27
Basket
2 x 20’
40’
10’
420
5
84
Rugby
2 x 40’
80’
10’
8330
15
555
Pallanuoto
4 x 7’
28’
2’+2’ nel set
510
7
85
Hockey gh. 
3 x 20’
60’
15’
1800
6
360
Hockey erba
2 x 35’
70’
10’
5000
11
500
Hockey pista
2 x 25’
50’
10’
800
5
200
Pallamano
2 x 30’
60’
10’
800
7
133
*portieri esclusi



Alla luce di questo schema risultano evidenti alcuni elementi importanti riguardo alle possibili variabili nel dispendio energetico nelle varie discipline. Il calcio ad esempio, oltre ad essere lo sport che fra quelli analizzati si protrae maggiormente nel tempo, è anche quello che, sul campo, presenta una minore  “densità di popolazione” (1 giocatore ogni 700mq). Ciò in realtà potrebbe far pensare a una elevata quantità di impegno fisico che tuttavia è da considerare più di natura aerobica in quanto, date le elevate dimensioni del terreno di gioco, la partecipazione diretta del giocatore alle azioni è meno frequente rispetto ai tempi che si svolgono senza palla, tempi che, generalmente, non sono portatori di picchi ad elevata intensità. Diverso è invece il caso della pallavolo in cui ogni giocatore, pur custodendo una bassa metratura di terreno, è tuttavia al centro di quasi tutte le azioni, usufruendo di esigui riposi e continue sollecitazioni di tipo anaerobico sia lattacide che alattacide; in questo sport, fra l’altro, non essendo previsti tempi di riposo passivo tra un tempo e l’altro ma solo all’interno del set (time out), le possibilità di smaltimento dell’acido lattico sono di gran lunga inferiori a quelli delle altre discipline elencate, che godono di maggiori tempi di riposo sia attivo (lavoro senza palla, fase interlocutorie del gioco), che passivo (riposo tra un tempo e l’altro).

 
  
Basket e pallanuoto, invece, pur essendo discipline più simili alla pallavolo che al calcio (caratterizzate fra l’altro come la pallavolo ma in modalità diverse, da continue elevazioni dal suolo e dal pelo dell’acqua), sono caratterizzate da tempi di partecipazione all’azione più ampi e con situazioni interlocutorie più lunghe che aumentano la loro componente aerobica, la pallanuoto inoltre, non godendo di tempi di riposo passivo elevati tra i tempi e durante il gioco (2 minuti + 2 minuti di time out durante il gioco) è anche caratterizzata da una performance globalmente breve (28 minuti), ciò a causa dell’elevato dispendio energetico causato dalla resistenza dell’acqua e dall’alto livello di potenza richiesto dal gioco stesso. Rugby e hockey, viceversa assomigliano più al calcio e sono quindi più sbilanciate verso il metabolismo aerobico, anche se la componente lattacida può essere mediamente superiore a quella del calcio. Discorso a parte merita invece l’hockey su pista dove la presenza di soli quattro giocatori più un portiere in un campo di 800 mq, obbliga i giocatori, pur dotati di pattini e cioè di mezzi discretamente veloci, ad un movimento continuo ad elevata intensità che viene interrotto solamente dalle interruzioni arbitrali che, come in altre discipline qui elencate, scandiscono i ritmi nel calcolo del tempo di gioco effettivo, offrendo spesso ai contendenti riposi inaspettati.
 
  
Ai fini dell’allenamento può anche essere tenuto presente quanto segue:
·Più la superfice di gioco pro capite è ampia più la disciplina si integra con l’uso della corsa  che è praticata sia per spostarsi da una parte all’altra del terreno di gioco, sia per partecipare ad azioni. La corsa come mezzo allenante è quindi più specifica per alcuni sport di squadra piuttosto che per altri.
 
· A causa di affinità metaboliche e muscolari oltre che tecnico-tattiche, alcuni sport di squadra possono essere considerati reciprocamente allenanti (es. basket- pallamano, rugby-calcio, pallavolo-pallanuoto, vari tipi di hockey) ciò vale anche per alcune discipline situazionali individuali (pugilato-basket, calcio-kick boxing, scherma-pallavolo, judo-rugby).
· È importante cercare di quantificare, per ogni tipica azione di gioco di ogni disciplina, i tempi minimi e massimi di partecipazione e quelli di riposo attivo, ciò permetterà di impostare con correttezza i lavori metabolici sia aerobici che anaerobici, quelli di resistenza alla velocità e i circuiti di resistenza muscolare.
È fondamentale, soprattutto in fase di preparazione speciale, prestare attenzione, laddove è maggiormente richiesto, alla cura della componente alattacida. Molte discipline di squadra soprattutto al momento del tiro o del passaggio necessitano di doti attentive e di precisione fuori dal comune che vanno accompagnate da caratteristiche neuro muscolari elevate al fine di accelerare, fino a rendere immediato, il rapporto decisione-esecuzione.
 




 

fonte: http://www.ilgiustoallenamento.com/p/la-preparazione-fisica-negli-sport.html